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Anno:  2012-14
Creatore:  Aaron Sorkin
Produzione:  HBO
Distribuzione:  HBO
Genere:  DRAMMATICO
Altre info:  logo imdb
Voto:  
    The Newsroom (2012– ) on IMDb

La serie segue le vicende lavorative e personali dell'anchorman Will McAvoy, della sua nuova produttrice esecutiva MacKenzie McHale, il produttore Jim Harper, Maggie Jordan, Sloan Sabbith, Neal Sampat, Don Keefer e il capo della divisione news della ACN Charlie Skinner, nella TV via cavo Atlantis Cable News (ACN).

Sarà che io Aaron Sorkin lo conosco poco – a parte qualche indizio di West Wing, The Social Networkprima e, chiaramente, Nemico Pubblico – e che quindi, da spettatrice candida, non conosco tutto quello che comporta la sua firma, sarà che il rischio di dipendenza dalle cose per me è più alto, sta di fatto che ho iniziato a guardare The Newsroom e non ho intenzione di smettere. Will McAvoy è il conduttore di un programma di notizie, ricco, conservatore e famoso per uno di quei tg che non creano problemi e che non scovano le verità scomode. Durante un dibattito (é lì che lo conosciamo), la sua maschera di diplomazia cade e il discorso che esce fuori lascia la platea pietrificata. Di lì a poco si scopre che il suo capo ha assunto un nuovo produttore, Mackenzie McHale, che oltre a essere bravissima nel suo lavoro è anche sua ex, rompiscatole e con quelle cose in sospeso che una donna non dimentica mai. Mentre scatta il neon That’s amore o no il programma di Will diventa un vero notiziario, con quella che si chiama informazione, rincorsa, provata e spesso scomoda. Non sto dicendo che è la più bella serie mai vista sulla faccia della tv, anzi i difetti sono diversi e preferisco parlarne subito per onestà intellettuale (non è vero nulla, è solo per togliermi il pensieroseconda e poter cominciare con le sviolinate): il campo del giornalismo è minato, la scelta di questo terreno non è un errore di per sé, ma può diventarlo quando si atterra sulla retorica, sul sentimentalismo, sul binomio bene-male senza tutte le sfumature che lo riempiono. The Newsroom li sfiora, a tratti, con il monologo iniziale di Will, con i suoi giovani producers senza macchia alla ricerca della verità e, più in generale, con quell’aria da bravi ragazzi che hanno un po’ tutti i componenti della redazione, li sfiora ma poi per fortuna non si ferma. Altra pecca è la troppa informazione: finché mi fai vedere passo passo cosa succede dietro le quinte di un notiziario, dalle telefonate incrociate alle riunioni ai sottintesi tra ex, mi sta bene, perché il fulcro è quello, ma se mi togli la suspense e quell’incertezza così eccitante sul non sapere se succederà proprio quello, allora mi fai innervosire, ché una storia buona è un po’ come l’oggetto dell’innamoramento, deve attivare l’immaginazione e la voglia di scoprire cosa c’è sotto. Detto questo, ogni puntata ti lascia con l’acquolina in bocca per quella successiva e, nonostante le troppe informazioni non richieste che ti arrivano, vuoi vedere cosa succede dopo. Il merito è tutto del ritmo che si crea nei dialoghi, negli scambi tra gli attori, al di là della veridicità le parole galoppano, stuzzicano e ti tengono legato a tutto quello che succede, per terzal’intera durata dell’episodio. In pratica loro parlano velocissimo del mondo, della sanità, del perché le piace Jim, di Ammerica e bustarelle e invece di ritrovarti con il naso che sanguina e un’emicrania pazzesca sei là a volerne ancora. Forse è per Jeff Daniels che interpreta un Will così splendido da farti piangere e ridere senza però impazzire, forse è che quando inizi a comprendere il made in Sorkin non puoi non esaltarti nel seguire quelle giravolte di dialoghi (tenuti da un cast che nel frattempo cammina, inciampa, sbatte le porte senza perdere un attimo), o forse più semplicemente è che quando capita una serie con episodi da un’ora, e tu la divori come se pesasse dieci minuti e quaranta secondi, è bene mandare al diavolo la verbosità e il realismo. Era buonissima e ne vorrei ancora, funziona così anche per le serie tv.

Ps: Ovviamente il doppiaggio italiano non rende giustizia alla sceneggiatura e gli ascolti su RaiTre sono pessimi. Questa si che è una notizia.

Recensione di "semprelastessastoria"

Prima Stagione sub ITA

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